Vignetta per la Mappo-Morettina: l'Ustra vuole, Minusio (e il Cantone) no

Vignetta per la Mappo-Morettina: l'Ustra vuole, Minusio (e il Cantone) no
Ustra da una parte, Municipio di Minusio (e, da oggi, con moderato sostegno di Palazzo delle Orsoline) dall'altra. Non è questione immediata, ma essa sta per porsi: essendo destinata a passare in mani federali la proprietà del tratto della A13 fra l'aerodromo di Locarno-Gambarogno e lo svincolo San Materno ad Ascona, compresa dunque la galleria Mappo-Morettina, all'Ufficio federale strade vogliono in sostanza imporre l'utilizzo della vignetta autostradale a quanti intendano transitare con veicoli a motore; problema in essere dal 1.o gennaio 2020, e liquidato unilateralmente come cosa ovvia perché tra l'altro le ripercussioni sarebbero “minime”. “Minime”? Minimo il riversamento del traffico sulla viabilità classificabile come ordinaria? Valutazione basata su insufficiente conoscenza della realtà regionale, rispondono oggi da Bellinzona esprimendo “qualche perplessità sul giudizio” formulato; insufficiente perché, ad esempio, non sarebbe stato tenuto conto della “conformazione del territorio” oltre che dell'ubicazione delle zone industriali ed artigianali “in rapporto ai luoghi di residenza delle persone attive in tali zone”. E cioè: formalmente parlandosi, all'Ustra hanno ragione perché il tratto stradale “corrisponde alla definizione di strada nazionale di seconda classe” (ergo, d'obbligo la vignetta); ma “è condivisibile il timore del travaso di traffico”, e d'altronde la circonvallazione di Locarno era stata realizzata “proprio per risolvere i gravi problemi d’intasamento dell’asse di penetrazione alla città”. Ipotesi di compromesso: mantenimento dello “status quo” almeno sino a quando sarà stato realizzato il collegamento veloce dallo svincolo Bellinzona-sud (A2-A13) sino ad Ascona. All'Ustra capiranno, ed accetteranno almeno di sedersi ad un tavolo di mediazione?
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